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Panoramica di contesto

 I cambiamenti della società e della famiglia rendono attualmente assai complesso il lavoro educativo dei genitori, come anche quello formativo dei docenti, chiamati a raffinate competenze relazionali ed emotive, essenziali non solo alla loro serenità personale e/o professionale ma anche ad un’adeguata crescita dei ragazzi.
Troppo spesso, infatti, i genitori non parlano con gli insegnanti dei loro figli, e se lo fanno è solo per sapere se i voti sono buoni o cattivi.
Dietro al “voto”, ci sono molti aspetti e problemi delle società odierne che riguardano tutti i giovani (per esempio, le modalità più efficaci di studiare, i rapporti fra comprensione e memorizzazione, le dinamiche di gruppo, lo sviluppo fisico e sessuale, i rapporti di amicizia e le relazioni sentimentali, i rapporti con gli adulti e i genitori, la scelta della professione, la formazione dellʼidea di sé, le varie forme di devianza/difficoltà, ecc.) che gli insegnanti e i genitori di solito non affrontano benché siano di fondamentale importanza nella vita dei loro giovani.
Da molti anni, il sistema scolastico, che si é dovuto far carico di molte responsabilità ed incombenze che vanno fuori dal proprio originario mandato sociale istituente, usufruisce di vari servizi per conseguire le sue finalità e i suoi obiettivi.
Spinta dall'emergenza di ridurre il danno prodotto dalle varie patologie, dalle molte devianze e dalle cambiate esigenze della nostra società, la scuola ha cercato di far fronte a queste esigenze attraverso diverse forme di intervento e aggiornamento, trascurando la possibilità di far emergere una visione positiva e funzionale della scuola stessa all'interno all’interno di un contesto socio-culturale locale.
A confronto degli altri stati europei, la nostra scuola sembra essere ancorata a modelli obsoleti tipici della scuola del pre-risorgimento che necessitano di essere riveduti alla luce dei cambiamenti avvenuti recentemente nella nostra società.
É necessario, pertanto, proprio in questa fase nella quale siamo entrati in Europa, in cui si é avviata l'autonomia scolastica e si é prolungato l'obbligo scolastico, dotare la scuola di un sistema di servizi a livello organizzativo, permanenti e diffusi, gestiti da specialisti che possono provenire da diverse professioni e che possono mettere a disposizione quelle competenze che i ragazzi, i genitori, i docenti e la società stessa richiede.

Patto Corresponsabilità Educativa

Patto Corresponsabilità Educativa

Genitori e Docenti dovrebbero avere oggigiorno infatti una buona competenza per quanto riguarda i vari aspetti dello sviluppo nella preadolescenza e nell’adolescenza, le difficoltà nellʼapprendimento e nellʼintegrazione sociale, la dinamica di gruppo, le atmosfere educative della famiglia e quelle istruttive della scuola.

Tuttavia non sempre è possibile nella nostra società possedere tale visione.

Il risultato di queste fisiologiche mancanze, che derivano in buona parte dal mondo degli adulti, si ripercuotono in modo devastante sull’universo giovanile attuale facendo aumentare in modo esponenziale e silente, fenomeni moderni quali la “dispersione scolastica”, l’essere “bamboccione”, potenziali “Neet”, fenomeni di “isolamento esistenziale” e “sfiducia nel futuro”, “barbonismo domestico”, etc.

Per questo motivo nasce attraverso l'Art. 3- DPR n. 235/2007 "PATTO DI CORRESPONSABILITÀ EDUCATIVA”, ossia un accordo formale tra genitori, studenti, scuola ed enti esterni preposti alle attività formative.

La finalità è quella di rendere espliciti e condivisi i diritti e i doveri delle figure coinvolte nel “patto”, migliorando di fatto, attraverso l’accesso alle opportunità e alle risorse presenti sul territorio, il percorso di crescita globale dei giovani sia in termini di educazione (“formale” “informale” e “non formale”) che di istruzione. L’Istituzione Scolastica, l’istituto della famiglia e le Agenzie Educative esistenti sul territorio assumono in questo modo un ruolo determinante nell’orientare ed indirizzare il processo evolutivo - educativo dei propri studenti.

Scopo del Centro di Consulenza Scolastica

Le istituzioni scolastiche, nellʼambito della loro autonomia didattica, organizzativa, di ricerca e pserimentazione, possono avvalersi del CENTRO DI CONSULENZA SCOLASTICA, al fine di predisporre i progetti di intervento basati sulla valutazione complessiva dei problemi rilevati e sullo sviluppo delle opportunità attraverso l’utilizzo dei PoF (Piano Offerta Formativa) dell’Istituto scolastico, i Servizi Socio-Sanitari e l’Associazionismo No Profit locale.
Nello stesso modo i genitori, nell’ambito delle proprie decisioni, possono avvalersi del Servizio di Consulenza Scolastica, al fine di facilitare il diritto all’apprendimento e al futuro dei giovani.

Mandato Sociale del Servizio

Lʼintervento di uno specialista (e/o di un team di specialisti), trattando le diverse questioni con le necessarie competenze, si presenta come un figura neutra caratterizzata da trasversalità [dunque come una persona con la quale i giovani hanno la consapevolezza di sviluppare percorsi individualizzati] che risulta in grado di costituire per la scuola e per la famiglia una risposta davvero preziosa basata su opportunità e possibilità già presenti sul Territorio.

Il servizio intende passare da un'ottica ormai tradizionale della pratica scolastica a quella innovativa e produttiva di "servizio di consulenza": la prima ha il carattere della stabilità; la seconda quella dell’accompagnamento, dell'organicità e dello sviluppo.

 

Il servizio proposto va così ad esercitare il mandato sociale attribuito dalla famiglia attraverso un preciso processo di delega, con tutte quelle articolazioni tipiche della scienza e della professionalità rivolta al mondo della scuola.

Funzioni Integrative e di Coordinamento

Il Servizio di Consulenza che svolge in tal modo funzioni integrative e di coordinamento, è così individuabile all’interno di una scuola e di un pool di scuole aderenti al nostro modello sperimentale completamente innovativo perché svolge un servizio di supporto con:


- valenze psicodidattiche (tipicamente è competenza del sistema scolastico e del Ministero);
- valenza psicoeducativa (tipicamente è competenza del sistema famigliare e dell’Ente Locale);
- valenza psico-socio-sanitaria esclusivamente su comportamenti patologici. (tipicamente è competenza del sistema sanitario)


Questa soluzione permette una continua osmosi fra il mondo della scuola, della famiglia e quello della società, fra partecipazione, orientamento sociale e preparazione al mondo del lavoro, crea unʼarea intermedia fra quella dellʼistruzione propriamente detta e quella dellʼ”educazionale”, tale da porre in primo piano la figura del giovane in crescita lungo tutto il suo percorso di crescita scolastico.

Oggetto di Lavoro sella Consulenza

Il tema della motivazione (“Diritto”) ad apprendere è sicuramente uno dei più importanti per un insegnante e per una famiglia.

Quando i giovani sono motivati a una certa attività di apprendimento (ascoltare una spiegazione, compiere una ricerca, partecipare a una discussione, ecc.) non solo l’energia psichica di cui dispongono, necessaria per fare attenzione e per impegnarsi in un lavoro prolungato, risulta facilmente disponibile, ma lʼattività svolta lascia nella loro mente tracce più nitide, più profonde e durevoli.

La presenza o lʼassenza di una motivazione non dipende solo da loro, per esempio, dal fatto che già esistono in loro certi interessi stabili, o da una tensione, che può essere presente oppure no, ad ampliare sempre più lʼarea delle proprie conoscenze e capacità (tratti della personalità, questi, per il cui sviluppo comunque può avere avuto grande rilevanza lʼintervento di altri adulti, in tempi precedenti), ma dipende anche dai contenuti delle attività di apprendimento e dalla maggiore o minore rilevanza che esse assumono nella vita mentale dei giovani, dalle modalità in cui tali attività vengono presentate, dalla qualità del rapporto che i giovani hanno con lʼinsegnante e l’adulto.

Insomma, la situazione di carenza di motivazione dipende spesso più dagli insegnanti, dalla scuola e dai genitori, che dai giovani: "l’adulto è infatti in grado di de-formare molto più di un giovane la propria realtà".

Possiamo aiutare questi adulti (genitori, o insegnanti) a comprendere a fondo la natura della motivazione ad apprendere, e a prendere consapevolezza sia delle varie possibili motivazioni dirette alle quali si può ricorrere (le attività ludiche, quelle ludiformi come l’ascolto di un film, lo sport, il canto, ecc., quelle “indotte” dalla figura di un insegnante stimato e amato, la cui valenza positiva si estende anche alle attività che propone), sia delle motivazioni che è possibile suscitare in modo indiretto, utilizzando certe strategie poste in essere dal Servizio di Consulenza scolastica.

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